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NUVOLE MIGRANTI: L'ARGENTINA DEL FUMETTO DA L'ETERNAUTA A DAGO
  • 12/06/2024
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NUVOLE MIGRANTI: L'ARGENTINA DEL FUMETTO DA L'ETERNAUTA A DAGO

La mostra è stata inaugurata il 4 maggio 2024 presso il Museo di Villa Colloredo Mels ed è costituita da un'esposizione di 60 tavole realizzate fra gli anni '50 e gli anni '90 del secolo scorso dai più grandi maestri del fumetto argentino grazie ai quali il visitatore viaggerà nel tempo e nello spazio dalla Pampa al vuoto del cosmo fino al selvaggio West, dai grattacieli delle metropoli passando attraverso la storia politica e sociale di un Paese martoriato dalla dittatura e dalla guerra civile di cui alcuni di questi artisti sono stati vittime. L'Argentina è la patria del fumetto inteso come medium di critica sociale e politica essendo il Paese che, più di ogni altro al mondo, concepisce il fumetto come figlio della Storia.

Insieme ai disegni sarà possibile vedere in esposizione anche una serie di albi originali, documenti storici e altre fonti che consentiranno di intraprendere questo viaggio, parallelo a quello delle migliaia di migranti che hanno lasciato le coste dell'Adriatico per riversarsi nell'enorme e incontaminato territorio argentino alla ricerca di fortuna e prosperità.

NUVOLE MIGRANTI: L'ARGENTINA DEL FUMETTO DA L'ETERNAUTA A DAGO

Mentre continuavano a proliferare personaggi divertenti e storie popolari, nel 1930 la rivista Critica inaugurava un filone che sarebbe divenuto fondamentale per l'editoria argentina: il fumetto-notizia ovvero la ricostruzione per mezzo dei disegni di fatti di cronaca reali che non potevano essere rappresentati attraverso la fotografia. Già nel 1931 Critica iniziò a pubblicare Suplemento de Historietas che, nel 1932, diventa il giornale in lingua spagnola con la maggior tiratura al mondo con le sue 350.000 copie. Critica elevò lo status del fumetto da semplice intrattenimento e lettura d'appendice a genere letterario serio, degno di attenzione da parte di tutti i lettori.

Gli anni '40 furono caratterizzati da caricature e vignette su Hitler, Churchill, Stalin e Mussolini, pubblicate da riviste che raccontavano con dovizia di particolari l'andamento della guerra in Europa e furono segnati dai comics arrivati dagli USA. Dagli anni '40 in poi l'importazione dei fumetti in America Latina diventò sempre più ampia e l'Italia ne occupò subito una fetta assai notevole.

In questo momento storico nascono le riviste: va detto che il fumetto diventa un importante veicolo di comunicazione in un contesto dove l'analfabetismo era ancora dilagante. Nei Paesi dell'America Latina i fumetti, definiti anche Historietas, si sono sempre contraddistinti per una spiccata sensibilità e attenzione alle tematiche sociali e politiche oltre ad avere una valenza educativa e di critica sociale superiore rispetto ad ogni altra parte del mondo.

Il fumetto argentino nasce nell'ambito della stampa satirica e, nella prima metà del XIX secolo, le riviste offrono ai lettori una visione ironica e pungente della realtà del Paese.  In Argentina i giornali iniziano piuttosto tardi ad ospitare fumetti nelle loro pagine quindi le historietas dovettero farsi strada prima attraverso le riviste.

Visitando la mostra sarà possibile fare un viaggio attraverso quattro grandi ambienti tematici, uno per ogni sala:

  • Prima sala: tema classico delle storie di guerra
  • Seconda sala: tema del vecchio West
  • Terza sala: tema basato su Storie di avventura
  • Quarta sala: tema Fantascienza e Fantasy

NUVOLE MIGRANTI: L'ARGENTINA DEL FUMETTO DA L'ETERNAUTA A DAGO

La narrazione per immagini ha un ruolo fondamentale da due punti di vista:

  • Dal punto di vista visivo attraverso le tavole esposte che sono state realizzate tra il 1950 e il 2000;
  • Dal punto di vista testuale attraverso i testi che guidano il visitatore nella storia del Paese con la sua evoluzione sociale e la sua storia editoriale.

Nei decenni tra il 1950 e il 1970 emersero quegli autori che avrebbero segnato la storia del fumetto argentino, tra di loro l'autore maggiormente evocativo della mostra è proprio Hector G. Oesterheld che inizia a pubblicare le sue storie dagli anni '40. Nasce a Buenos Aires nel luglio 1919 da una famiglia di origini tedesche e spagnole ed è autore di una bellissima biografia di Che Guevara scritta, insieme all'autore e illustratore Alberto Breccia e al figlio Enrique, durante l'estate del 1968 a meno di un anno dalla morte del rivoluzionario argentino. I tre autori sono tutti di idee progressiste in una nazione come l'Argentina e in un continente, il Sud America, soggiogati dalle dittature sorrette dagli Stati Uniti, avvertono pertanto la necessità e il dovere di rendere omaggio a una figura di spicco che incarna gli ideali di speranza e liberazione per i giovani sudamericani.

A partire dal 1976, con il colpo di stato del generale Videla e la dittatura che ne sarebbe conseguita, tutti gli oppositori, o presunti tali, vennero trucidati o divennero desaparecidos. La chiara presa di posizione di Oesterheld gli costa cara, scompare infatti il 21 aprile 1977 a La Plata entrando così a far parte della vasta schiera dei desaparecidos argentini insieme alle figlie Beatriz Marta, Diana Irene ed Estrela Inès. La storia, concepita come una serie a puntate, diventa subito un bestseller, la fama dell'autore e la sua improvvisa scomparsa contribuiscono a diffondere l'opera in maniera ancora più capillare tanto da diventare un vero e proprio cult. La dittatura militare mise però al bando l'opera e le copie ancora in vendita furono sequestrate. Si narra che le tavole originali della Vida del Che realizzate da Oesterheld e dai Breccia, padre e figlio, siano giunte fino a noi salvate dalla distruzione perché erano state nascoste in un baule nel giardino di casa Breccia. Per questo motivo pochissimi esemplari di quest'opera sono giunti fino a noi, solo nel 1987 questo storico fumetto tornò alla luce in Spagna e fu riscoperto dai lettori europei. In Argentina, più che in ogni altro Paese, i fumetti sono figli diretti della storia.

L'importanza di Oesterheld si deve anche alla stesura dei testi di un altro fumetto di punta esposto in mostra, El Eternauta, le cui vignette sono opera di Francisco Solano Lopez. Questo fumetto è considerato una delle più belle, suggestive e importanti opere del fumetto argentino mondiale di genere fantascientifico, uscito tra il 1957 e il 1959 e pubblicato a puntate su Hora Cero Semanal.

La storia parla di una drammatica invasione aliena della terra che inizia con una nevicata tossica che colpisce Buenos Aires e l'Argentina. Un gruppo di coraggiosi ribelli, tra cui il protagonista dell'avventura, Juan Salvo, cercano di farvi fronte. L'opera rappresenta una chiaroveggente e lucida metafora della dittatura che di lì a poco avrebbe sconvolto l'Argentina. Alla saga originale della storia seguono un remake a cura di Alberto Breccia nel 1969, un seguito a cura di Solano Lopez nel 1976 e una terza versione del 1983 scritta da Ongaro, Morhain e Viola.

In mostra è esposta anche una selezione di riviste pubblicate per i 50 anni de El Eternauta e i 30 anni dalla scomparsa di Oesterheld, le tre prime edizioni in volume di El Eternauta e dei suoi seguiti e alcuni bozzetti di Ruben Villarreal per una storia di guerra del 1977 rimasta inedita.

NUVOLE MIGRANTI: L'ARGENTINA DEL FUMETTO DA L'ETERNAUTA A DAGO

Altri autori significativi di cui sono esposti i lavori sono:

  • Alberto Breccia (1919-1993) nato a Montevideo in Uruguay ed emigrato successivamente in Argentina a Buenos Aires, coautore de La Vida del Che. Lo stile che lo contraddistingue è di stampo espressionista e si basa più sulle emozioni che sulle immagini. Completamente autodidatta, la sua importanza nella storia del fumetto argentino è tale che il 10 novembre in Argentina si celebra il Dia del Debujante ossia Il giorno del disegnatore. La tavola che vediamo esposta nella prima sala è tratta da una storia di guerra e di fianco possiamo vedere due prove colore che l'autore realizzò per una sua edizione a colori. Suo è anche il disegno che è esposto nel leggìo: una caricatura fatta a un giovane Ruben Villarreal nel 1968, negli anni della loro collaborazione.

 

  • Enrique Breccia (1945) figlio di Alberto, diventa collaboratore del padre nel suo studio di Buenos Aires e inizia con lui vari lavori, il più conosciuto è Vida del Che esposta al termine della mostra. Il suo genere di riferimento è western, lavora anche negli Stati Uniti per la DC Comics e in Italia sul personaggio di Tex Willer.

 

  • Ruben Villarreal (1943) è stato a sua volta allievo e collaboratore di Alberto Breccia, autore del manifesto della mostra: un'illustrazione realizzata nel 2007 diventata la copertina di un'edizione speciale della rivista Hora Cero per celebrare i 50 anni della prima pubblicazione de El Eternauta e i 30 anni della scomparsa del suo creatore Oesterheld. Esposto in mostra il bozzetto preparatorio dell'illustrazione e il ritratto di Oesterheld che si può vedere in chiusura della mostra.

 

  • Francisco Solano Lopez (1928-2011) è il più prolifico dei disegnatori argentini, innumerevoli sono le opere da lui realizzate durante la sua lunga carriera, dal 1984 vive e lavora in Brasile per poi tornare a Buenos Aires nel 1994. Fondamentale il sodalizio lavorativo con Oesterheld, la sua opera più conosciuta e completa è El Eternauta.

 

  • José Salinas (1908-1985) è un autore dedito alla trasposizione a fumetti dei grandi classici della letteratura mondiale. In mostra sono esposte tre tavole della storia intitolata Continente Nero che sono un esempio lampante della sua maestria ma ancora di più lo sono le due grandi tavole del celeberrimo Dago esposte sempre in mostra. Dago rappresenta un nobile veneziano di nome Cesare Renzi, erede della casata della Repubblica di Venezia che, vittima di un complotto, viene pugnalato alle spalle e recuperato da una nave di pirati turchi che lo soprannominano Dago per via della daga conficcata nella schiena e lo vendono come schiavo, da questo momento in avanti l'unico scopo della vita di Dago sarà vendicare il resto della sua famiglia perita nel complotto ordito contro la casata dei Renzi e fare così giustizia. Il fumetto viene pubblicato in Argentina a partire dal 1980.

Visitando la mostra sarà inoltre possibile conoscere anche gli altri autori che hanno reso famoso il fumetto argentino nel mondo: Julio César "Chiche" Medrano, Horacio Lalia, Carlos Gabriel Roume, Arturo del Castillo, Juan Zanotto, Ernesto Garcia Seijas, Angel Alberto "Lito" Fernandez, Silvestre "Frank" Szilagyi, Domingo Mandrafina, Enrique Alcatena, Alberto Dose.

Per informazioni:

Museo Civico Villa Colloredo Mels
Tel: 0717570410
Whatsapp: 3938761779
Email: recanati@sistemamuseo.it

Siti web:
www.infinitorecanati.it; www.myrecanati.it