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Viaggio alla scoperta di Lorenzo Lotto a Recanati
  • 30/03/2024
  • Staff myRecanati
  • Recanati
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Viaggio alla scoperta di Lorenzo Lotto a Recanati

Alla scoperta del nuovo allestimento multimediale e sensoriale della Pinacoteca Civica di Villa Colloredo Mels


Il 23 marzo 2024 è stato inaugurato un allestimento tutto nuovo presso la Pinacoteca Civica di Villa Colloredo Mels.
Grazie al completo ed innovativo riallestimento delle sale espositive che ospitano i quattro capolavori del maestro rinascimentale Lorenzo Lotto, sarà possibile ammirare, sotto una nuova luce, la preziosa miniatura del San Giacomo Maggiore, il maestoso Polittico di San Domenico, la raffaellesca Trasfigurazione e la celebre Annunciazione, opera unica nel suo genere e capolavoro assoluto del Maestro.
Dispositivi multimediali, touch screen, art wall, ma anche effetti sonori ed olfattivi accompagneranno il visitatore a scoprire in chiave inedita la vita e le opere di Lorenzo Lotto. Una vera e propria esperienza immersiva e sensoriale che si presta a rendere maggiormente fruibile la visita della Pinacoteca ad un pubblico variegato e di tutte le età, sono infatti presenti dei pannelli descrittivi ad "altezza di bambino" e anche i visitatori con disabilità saranno agevolati mediante la presenza del linguaggio braille e di tanti supporti e apparati multimediali che descrivono e raccontano le opere d'arte.

Il percoso di visita inizia con una sala introduttiva dove sarà possibile ascoltare il racconto della vita inquieta e pellegrina di Lorenzo Lotto dalla viva voce del pittore, interpretato dall'attore Paolo Magagnini, sempre in questa sala sarà possibile consultare un touch screen con informazioni storiche e artistiche su Recanati e sulle opere di Lorenzo Lotto nelle Marche. Mediante l'art wall potremo visionare i dettagli più belli e significativi delle opere esposte.

Il Maestoso Polittico di San Domenico è stato commissionato a Lorenzo Lotto dai Padri Domenicani di Recanati ed è stato concluso nel 1508. La sua realizzazione è stata possibile anche grazie al contributo economico del Comune di Recanati e della Confraternita di Santa Lucia. Il dipinto presenta un'architettura tradizionale dove l'artista inserisce figure monumentali e inquiete, immerse in una penombra percorsa da una luce che crea forti contrasti. L'ordine dei Domenicani è rappresentato dallo stesso San Domenico, nella parte centrale dell'opera, inginocchiato ai piedi della Vergine dalla quale sta ricevendo lo scapolare. L'imponente Pala d'altare nasconde un significato profondo e nasce come opera di protesta verso una grave ingiustizia compiuta nei confronti della città di Recanati, alla quale Giulio II toglie la giurisdizione sul Santuario di Loreto arrecando alla città una grave perdita sia in termini economici sia in termini di prestigio. E' possibile rintracciare una ricca simbologia all'interno dell'opera a testimonianza di questo messaggio che Lotto vuole lasciar trapelare: innanzitutto l'espressione cupa e rattristata di tutti i personaggi rappresentati, compreso Gesù bambino imbronciato fin quasi alle lacrime, in secondo luogo le chiavi appese alla cinta di San Domenico stanno a significare che la città di Recanati è un'ottima custode della Santa Casa di Loreto e che pertanto si merita di diritto di continuare a conservare la sua giurisdizione. Infine uno dei due Putti è seduto sopra un libro chiuso che rappresenta simbolicamente il libro della legge e del diritto che è stato momentaneamente messo da parte, accantonato, proprio in vista di questa ingiustizia compiuta verso Recanati. 

La cimasa ci restituisce una scena completamente distaccata da tutto il resto della narrazione sottostante e raffigura un suggestivo, toccante e drammatico Compianto.

Il Polittico di San Domenico evidenzia la predilezione di Lorenzo Lotto per i colori rosso, blu e verde che primeggiano fra tutti gli altri e costituisce un eccellente esempio dell'uso sapiente delle tecniche fiamminghe da parte del Maestro: l'accuratezza dei dettagli delle vesti e degli accessori dei Santi, i piccoli uomini a cavallo realizzati su pochi centimetri di superficie dietro San Vito Martire, ne sono sicuramente la testimonianza più evidente, così come l'Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata raffigurati nei cammei di San Flaviano e oggi finalmente visibili grazie al touch screen e all'art wall che ci consentono di vedere da vicino e nitidamente la precisione e la maestria di Lorenzo Lotto nella realizzazione di questi dettagli.
Un sottofondo di musica sacra ci accompagna in un viaggio sensoriale introspettivo che ci fa provare quasi soggezione di fronte all'imponenza e all'austerità del'opera che troneggia di fronte a noi in questa sala.

Viaggio alla scoperta di Lorenzo Lotto a Recanati

La Trasfigurazione risale al 1511 circa e viene commissionata all'artista dalla Confraternita dell'Antica Chiesa di Santa Maria in Castelnuovo di Recanati. La Pala lascia trapelare influenze raffaellesche che appaiono tradotte in una nuova identità; appartiene infatti al periodo romano del pittore veneto, quando egli collabora con Raffaello alla decorazione delle Stanze Vaticane. Lotto sembra quasi non essere più lo stesso artista che ha realizzato il Polittico di San Domenico: paesaggio e figure vengono rappresentati con impeti patetici e moti espressivi molto profondi e gli apostoli San Giovanni, San Pietro e San Giacomo, si appiattiscono sul terreno, sono accalcati in maniera caotica e disordinata in prossimità del pendio del monte, in totale assenza della prospettiva e delle sue regole. Si coprono il viso abbagliati dalla Trasfigurazione del Cristo, mettendo in evidenza tutta la distanza che li separa dal mondo ultraterreno di cui fanno parte Cristo stesso e i predecessori del Messia, i Profeti Mosè ed Elia, con i quali Gesù intrattiene un duplice dialogo: da una parte rivolgendo lo sguardo verso Mosè e dall'altra rivolgendosi con le mani verso Elia al quale sta spiegando il mistero della Trinità.

Il momento della Trasfigurazione viene rappresentato visivamente da Lorenzo Lotto attraverso un abile gioco di colori intorno alla figura del Cristo: il rosa, il ghiaccio, il bianco latte e la frase esplicativa che scende dall'alto verso il Cristo e che recita così: "Questo è il Figlio di Dio", aiutano il pittore a tradurre in immagine questo avvenimento di fondamentale importanza dal punto di vista religioso e iconografico. I colori predominanti sono ancora una volta il verde, il rosso e il blu.

L'Annunciazione di Lorenzo Lotto viene realizzata su commissione per la Confraternita dei Mercanti di Recanati. La datazione dell'opera oscilla tra il 1533 e il 1535. Ci sono numerosi dettagli e particolari che rendono unica questa Annunciazione rispetto a tutte le altre e che le conferiscono una connotazione rivoluzionaria: innanzitutto l'inversione dello schema pittorico tradizionale che vede l'Arcangelo Gabriele generalmente a sinistra e la raffigurazione della Vergine Maria a destra. Nell'opera di Lotto le due figure sono nella posizione opposta rispetto a questo schema. La figura dell'Angelo, inoltre, non è affatto eterea o impalpabile, al contrario è una figura ben delineata e muscolosa, molto umana, che proietta addirittura ombra sul pavimento. L'Angelo reca in mano il Giglio che è il simbolo della purezza della Madonna. Da notare l'atteggiamento singolare della Vergine, che anziché essere rivolta verso l'Angelo, come vorrebbe la tradizione, guarda spaventata lo spettatore cercando quasi conforto, comprensione e consolazione. Anche la Madonna è caratterizzata da tratti molto umani: è una ragazza normale, dalle sembianze estremamente umili, semplici e modeste. Viene raffigurata nell'esatto momento in cui si gira verso lo spettatore, visibile la torsione del busto e del piede che consentono di immaginare l'atto stesso di girarsi di scatto verso di noi che la stiamo osservando.

L'Angelo indica con il braccio alzato l'ordine superiore che lo ha inviato: Dio Padre irrompe d'improvviso sulla scena da una nuvola e impone le sue mani giunte verso Maria in tono quasi minaccioso. La scena sembra cogliere l'avvenimento nel momento esatto del suo verificarsi, come in una foto istantanea che permette di indovinare le sensazioni e le emozioni dei personaggi in tutta la loro veridicità e genuinità. Altro protagonista assoluto è il gatto, che viene raffigurato al centro della scena: con la schiena inarcata, le zampe anteriori alzate nell'atto di scappare via di corsa, è terrorizzato dall'arrivo dell'Angelo e da tutto quel trambusto, essendo abituato a ben altra calma all'interno della stanza di Maria. La presenza del gatto ha avuto numerose interpretazioni nella storia dell'arte, l'ipotesi più accreditata è che rappresenti il Male che fugge di fronte all'arrivo del Bene.

Il pergolato visibile fuori dalla finestra, infine, rimanda a un'idea di quiete e di equilibrio attraverso gli alberi perfettamente potati e le piante geometriche che richiamano l'Hortus Conclusus, la perfezione del Paradiso Terrestre. Questa tranquillità viene di colpo interrotta dall'arrivo repentino dell'Angelo che cambierà per sempre il destino di Maria, destino al quale la Vergine non può sottrarsi. I colori che risaltano maggiormente sono vivi e vibranti, fra di essi primeggiano come sempre il rosso, il verde e il blu. Quest'opera è unanimemente considerata il capolavoro assoluto del Maestro.

Il canto degli uccellini in sottofondo e il profumo fruttato che richiamano proprio l'Hortus Conclusus che Lotto lascia intravedere dal pergolato della stanza di Maria, ci accompagnano e fanno da sfondo sonoro ed olfattivo durante la visita di questa sala.

Viaggio alla scoperta di Lorenzo Lotto a Recanati

Il San Giacomo Maggiore è una preziosa miniatura del 1512-1513 dominata dall'imponente figura del Santo, dallo sguardo perso e melanconico. Proviene dall'oratorio di San Giacomo, luogo di preghiera della Confraternita dei Nobili recanatesi.  È probabile che l'opera sia stata commissionata al Lotto dalla Confraternita in occasione della consacrazione, intorno al 1510, del nuovo oratorio.

San Giacomo è un viandante triste e affaticato, richiama la figura dello stesso autore nel suo essere inquieto e pellegrino. Lorenzo Lotto, infatti, è sempre stato un artista sofferto, introverso e incompreso. Viene riscoperto solo nell'800 grazie al critico Bernard Berenson: non compreso nella sua terra d'origine e spinto dal desiderio di far conoscere la sua arte fuori da Venezia, Lotto si sposta nelle Marche e in molte altre regioni d'Italia. Proprio questo suo peregrinare in cerca di fortuna sembrerebbe accostarlo alla figura del Santo raffigurato nella miniatura. San Giacomo viene rappresentato con i classici tratti del pellegrino: la barba lunga, i capelli spioventi che ricordano quelli del Cristo, indossa un ampio mantello e ha con sé il bastone. Ai piedi, rigorosamente scalzi, la bisaccia, la borraccia e il classico cappello a falde larghe del pellegrino. Sul cappello tre piccoli dettagli degni di nota: una figurina che, ingrandita, ci restituisce una rappresentazione minuziosa della Madonna in trono con due angeli ai lati (altro sapiente esempio dell'uso delle tecniche fiamminghe), una conchiglia, simbolo del cammino di Santiago de Compostela che, secondo la tradizione, sarebbe il luogo di sepoltura dell'apostolo e un chiodo, simbolo della passione e morte di Cristo. Reca in mano il libro delle Sacre Scritture al quale tuttavia non rivolge lo sguardo che si orienta dalla parte opposta, completamente perso nel vuoto. Lotto riconferma anche in questa opera la sua predilezione per i colori rosso, blu e verde che dominano sull'intera scena.

La calma e la tranquillità del paesaggio circostante rispecchiano la quiete, e in parte anche la rassegnazione, del personaggio rappresentato.

Viaggio alla scoperta di Lorenzo Lotto a Recanati



Vi aspettiamo per scoprire sotto una nuova luce le bellissime e suggestive opere di Lorenzo Lotto esposte a Villa Colloredo Mels!





Per informazioni:

Museo Civico Villa Colloredo Mels
Via Gregorio XII Recanati (Mc)

Tel: 0717570410
Whatsapp: 3938761779
E mail: recanati@sistemamuseo.it
Siti Internet: www.myrecanati.it - www.infinitorecanati.it

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