Beniamino Gigli, una vita consacrata all'arte canora
  • 22/04/2021
  • Staff myRecanati
  • Curiosità
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Beniamino Gigli, una vita consacrata all'arte canora

Inaugurato nel 2007 in occasione del 50° anniversario della morte del grande tenore recanatese, il Museo dedicato a Beniamino Gigli è ospitato all'interno del Teatro Persiani di Recanati; visitando il Museo si ha subito l'impressione di tornare indietro nel tempo in cui Beniamino incantava con la sua voce straordinaria il pubblico di tutto il mondo, regalando interpretazioni canore che sarebbero entrate di diritto nella storia della lirica e della cultura popolare.
L'allestimento del Museo, curato dall'architetto Ferrari Gabbris con il prezioso contributo del nipote di Gigli, Luigi Vincenzoni, è stato reso possibile grazie alla generosa donazione degli eredi, e in particolare della figlia Rina, che hanno messo a disposizione numerosi costumi di scena, fotografie, lettere, documenti e cimeli appartenuti al tenore; un luogo non solo per gli intenditori ma per tutti coloro che vogliono conoscere una delle figure più importanti nel panorama della lirica internazionale.

Beniamino Gigli, una vita consacrata all'arte canora

Beniamino Gigli nasce a Recanati il 20 marzo 1890, in una famiglia molto umile e numerosa. Fin da piccolo Beniamino mostra una grande attitudine al canto e intona ritornelli, canzonette e arie sacre di Chiesa. A soli sette anni entra a far parte della Schola Cantorum diretta dal Maestro Quirino Lazzarini, che si accorge fin da subito delle sue enormi potenzialità. La sua voce, dolce e melodiosa, si espandeva in modo distinto e sovrastante, tanto da valergli l'appellativo di canarino del campanile, dato che era solito intonare dei motivetti quando il padre lo portava con sé a suonare le campane.
Si aggrega anche alla banda cittadina suonando con maestria il sassofono tenore, che è possibile ammirare all'interno del Museo. Intanto si spargeva la voce della bravura del giovanissimo Beniamino. L'occasione di esibirsi ufficialmente, per la prima volta, si presenta nel 1907 a Macerata, in un'operetta dal titolo "La fuga di Angelica", che ottiene un successo clamoroso proprio grazie alla sua straordinaria interpretazione.
A questo punto Beniamino si trasferisce a Roma con l'obiettivo di maturare artisticamente, e inizialmente non ha vita facile e non ha a disposizione molto denaro; pertanto egli si dedica a vari lavoretti saltuari per mantenersi e rendersi indipendente senza dover gravare sulle finanze dei genitori e dei fratelli. La svolta avviene nel 1911, allorchè viene indetto un concorso per ottenere una borsa di studio al Conservatorio di S. Cecilia. Beniamino partecipa e arriva primo su ben ventisei candidati. Qui il Maestro Enrico Rosati si rende subito conto del suo talento.

Beniamino Gigli, una vita consacrata all'arte canora

Nel luglio del 1914 è indetto un concorso per giovani cantanti italiani e stranieri presso il Conservatorio di Parma; Beniamino Gigli esce vittorioso, venendo proclamato La Rivelazione del concorso e la giuria scrive sulla scheda di valutazione questa postilla: «abbiamo finalmente trovato il Tenore!». Proprio questo importante attestato di Vincitore del Concorso è conservato all'interno del Museo in una teca della sala principale.
A questo punto impresari, agenti, teatri e direttori d'orchestra iniziano pian piano a contendersi Gigli. Il 14 ottobre 1914 è un'altra data memorabile: ottiene un enorme successo al Teatro Sociale di Rovigo interpretando la parte di Enzo in Gioconda e guadagnando la fama di artista completo. Inizia così un tour per i maggiori teatri dell'epoca: il San Carlo di Napoli, il Verdi di Ferrara, il Carlo Felice di Genova, il Massimo di Palermo e La Scala di Milano, dove viene chiamato dal Maestro Toscanini. Di alcune interpretazioni di Gigli in questi teatri famosi il Museo conserva numerosi costumi di scena, abiti preziosi realizzati con stoffe, velluti e pizzi pregiati, fatti su misura per lui.
La fama di Beniamino si estende con una rapidità eccezionale, tanto che, nel giro di breve tempo, anche il Direttore Generale del Metropolitan di New York, Giulio Gatti Casazza, ne viene a conoscenza e decide di scritturarlo per due mesi e mezzo. Gigli fa il suo debutto al Metropolitan il 26 novembre 1920 con l'opera del Mefistofele. All'interno del Museo ci sono due abiti indossati da Gigli al teatro Metropolitan in occasione dell'interpretazione del personaggio di Romeo in Giulietta e Romeo di C. Gounod il 25 novembre del 1932. Questo sodalizio vedrà Gigli acquisire una fama e una notorietà non solo a New York, ma anche in altre importanti città degli Stati Uniti.
Nel 1932, seppure a malincuore, Beniamino abbandona definitivamente la collaborazione con il teatro newyorkese. La sua carriera continua in Italia, in Europa, in America del Nord e del Sud, e in Sudafrica con grandi consensi di critica e di pubblico. Nel 1935 inizia la carriera cinematografica con memorabili canzoni scritte appositamente per lui come Non ti scordar di me, Mamma, Se vuoi goder la vita, fino al 1950 con il film Taxi di notte. All'interno del museo sono conservate alcune locandine e fotografie relative alle più conosciute interpretazioni cinematografiche di Gigli. Beniamino non è un attore professionista e in alcuni casi viene preso di mira dalla critica cinematografica ma quello che conta è prima di tutto la sua voce e, proprio per questo motivo, i suoi film, dove lui interpreta sempre il ruolo di tenore di fama, ottengono un successo strepitoso e contribuiscono in maniera consistente a diffondere la sua notorietà in tutto il mondo.

Beniamino Gigli, una vita consacrata all'arte canora

Da sempre molto sensibile alla situazione delle persone più svantaggiate e bisognose, proprio in ragione delle sue umili origini, egli fu anche un gran filantropo: in museo possiamo vedere un documento che attesta una cospicua donazione fatta da Gigli alla Croce Rossa, oltre a diversi concerti di beneficenza. Spesso si fermava a cantare nelle piazze al termine dei suoi concerti per dare modo di ascoltare la sua voce anche a chi non poteva permettersi di acquistare il biglietto del teatro e si recava a cantare anche nelle carceri e negli ospedali.
Gigli vanta una carriera di ben quarantuno anni e 928 occasioni ufficiali in cui si è esibito. È stato interprete di sessantadue opere liriche con i migliori artisti e direttori d'orchestra dell'epoca. Ha avuto la fortuna di conoscere alcuni fra i più illustri artefici del melodramma e di collaborare con loro, fra questi ricordiamo: Giordano, Mascagni, Cilea, Puccini, Leoncavallo, Alfano, Zanella e Pizzetti. All'inizio del 1955, tuttavia, la sua salute inizia a risentire di questo stile di vita frenetico e Beniamino si rende conto della necessità di abbandonare le scene. Inizia così una tournée di addio in Europa e in America, un ultimo omaggio al suo adorato pubblico che si conclude con il malinconico "addio all'arte" avvenuto il 25 Maggio 1955 con un memorabile concerto alla Constitution Hall di Washington. Si spegne a Roma il 30 novembre 1957, il 18 dicembre la salma viene deposta nel cimitero di Recanati nella cappella di famiglia, una tomba a forma di piramide in travertino, opera del fratello Catervo, in onore della sua opera preferita: L'Aida.

Beniamino Gigli, una vita consacrata all'arte canora

Andiamo infine a scoprire qualche ulteriore curiosità.
Molto interessante la grande tela a olio che ritrae la "Famiglia Gigli in concerto", opera del pittore Giuseppe Magni, apprezzato ritrattista (1869-1938), nella quale sono raffigurati la figlia Rina seduta al pianoforte con accanto il fratello Enzo, Beniamino Gigli appoggiato sul pianoforte e l'elegante moglie Costanza seduta sulla poltrona.
Notevoli anche la "Proclamation" del Sindaco di New York, Rudolph W. Giuliani, datata 8 Ottobre 1997, redatta in occasione del 40° Anniversario della morte di Gigli e che istituisce il "Gigli Day", e lo "spadino di legionario" donato da G. D'Annunzio.
Nelle diverse vetrine si possono poi ammirare significativi cimeli come il bastoncino da passeggio e il cilindro appartenuti a Verdi, un mattone della "Porta Santa" del 1900, l'orologio presente nella "tenda rossa" e un lembo della stessa tenda della sfortunata spedizione polare del 1928, doni dell'Ammiraglio Nobile, il diploma di "Sceriffo D'Onore" della polizia di New York, targhe e medaglie militari commemorative della Prima Guerra Mondiale, foto d'epoca che raffigurano Gigli con vari familiari e gruppi di amici, lettere autografe di personalità dell'arte, della cultura e della politica che Gigli ha avuto il privilegio di incontrare: Mascagni, Giordano, Cilea, Pizzetti, Alfano, Matilde Serao, Emma Gramatica, Titta Ruffo, Mafalda di Savoia, Fiorello La Guardia, Gebbels e altri ancora. Non mancano foto che ritraggono Gigli con personalità politiche e religiose del suo tempo fra cui una molto bella con Padre Pio.
Ad accompagnare e a rendere ancora più suggestiva e accogliente l'intera visita del Museo, in sottofondo l'inconfondibile voce di Beniamino Gigli che interpreta le liriche più famose e più belle che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, fra le quali Mamma, Non ti scordar di me, Se vuoi goder la vita, Nessun dorma.

Orari e visite al Museo: infinitorecanati.it

Prenotazione e acquisto biglietti: myrecanati.it