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La Chiesa di Sant' Agostino a Recanati e il ciclo di affreschi di Olivuccio di Ciccarello
  • 17/03/2024
  • Staff myRecanati
  • Recanati
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La Chiesa di Sant' Agostino a Recanati e il ciclo di affreschi di Olivuccio di Ciccarello

 

A partire dal contributo della Prof.ssa Antonella Chiusaroli, docente di Arte e Immagine presso la scuola secondaria di I grado di Recanati, scopriremo alcune interessanti curiosità sulla storia della Chiesa di Sant'Agostino e sul ciclo di affreschi che impreziosisce questa bellissima e imponente struttura.

La Prof.ssa Chiusaroli, insieme ad altri studiosi che hanno arricchito la pubblicazione con i loro articoli di ricerca e studio, è infatti autrice di un importante saggio di approfondimento su questo tema dal titolo "Gli antichi affreschi della chiesa conventuale di Sant'Agostino in Recanati e la Santa ritrovata", pubblicato ad aprile 2023.

Parlare della Chiesa di Sant'Agostino implica doverosamente citare Don Giovanni Simonetti, parroco della Chiesa e co-parroco della Parrocchia dei Santi Agostino, Domenico e Flaviano dal 1986. Don Giovanni si è preso cura della Chiesa di Sant'Agostino fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2015, promuovendo in tutti i modi la tutela e la salvaguardia degli immensi tesori architettonici e artistici presenti all'interno dell'edificio. Spinto dal desiderio di conoscere in maniera accurata e approfondita la sua Chiesa, Don Giovanni amava osservare e studiare proprio quei frammenti di affreschi che raccontavano storie di Santi, Evangelisti, Dottori della Chiesa che prenderemo fra poco in esame. La Prof.ssa Chiusaroli, seguendo il lavoro iniziato proprio da Don Giovanni e volendo contribuire a ricostruire la storia di questo ciclo di affreschi, si è messa all'opera per individuare la narrazione sottostante a queste opere d'arte, ormai completamente nascoste dai rimaneggiamenti settecenteschi, per ricostruirla fedelmente. Per poterlo fare, esattamente come Don Giovanni, si è dovuta arrampicare per ripide scalette e avventurarsi nei cunicoli più nascosti della Chiesa passando anche attraverso cannucciaie logorate dal tempo e dedicandosi a un accurato lavoro di ricerca e a un'indagine minuziosa dei particolari.

La Chiesa di Sant'Agostino è stata edificata sul finire del XIV secolo e costituisce sicuramente uno degli edifici più belli e significativi, espressione magistrale dell'arte del Quattrocento italiano. L'impostazione architettonica rispecchia quella delle Chiese degli ordini mendicanti di quel periodo (Agostiniani, Domenicani e Francescani), la struttura è lunga 46 metri e larga 17. La Chiesa ha subìto un importante rifacimento ad opera dell'architetto Ferdinando Galli Bibbiena (1657-1743), che risale al Settecento e che ha lasciato ben poco delle sue caratteristiche originarie. E' solo grazie al Maestro ceramista Rodolfo Ceccaroni che possiamo risalire all'antica e originaria struttura della Chiesa per mezzo di un suo disegno che ripropone con precisione grafica come si presentava l'architettura della Chiesa alla sua nascita. L'ambiente che disegna Ceccaroni è in linea con le strutture medievali tipiche degli ordini mendicanti: si tratta di un'impostazione molto semplice costituita da un'unica grande navata centrale con tetto a capriate doppie lignee intagliate e sostenute da mensoloni poggianti sui muri perimetrali. Il presbiterio era costituito da tre cappelle voltate a crociera, c'erano poi quattro finestroni stretti che terminavano con archi a tutto sesto mentre l'abside prendeva luce da una finestrella posta nella parte superiore della parete di fondo. I rimaneggiamenti settecenteschi ad opera dell'architetto Ferdinando Galli Bibbiena, realizzati in prevalenza con strutture in gesso e cannucciaia, hanno ormai coperto in modo irrimediabile la struttura dell'antico edificio incorporando la raffinata travatura in legno intagliata e gli affreschi che rivestivano le superfici murarie della zona absidale.

A seguito della ristrutturazione, la cappella centrale è stata modificata in coro e le due laterali sono state riadattate ad altre funzioni: una per agevolare il passaggio verso la torre campanaria e una come coretto e deposito caldaia.

La struttura della Chiesa, semplice e austera, rispecchiava dunque anticamente il classico stile degli ordini mendicanti. Gli unici elementi che esulavano da questo stile spartano erano rappresentati dalle scene affrescate che decoravano la cappella centrale.

La Chiesa di Sant' Agostino a Recanati e il ciclo di affreschi di Olivuccio di Ciccarello

 Il ciclo di affreschi si intitola "Storie della Vergine, evangelisti e dottori della Chiesa, allegorie agostiniane e Santi" e risale al 1420-1430. Questi affreschi costituiscono la più vasta impresa pittorica conservata di Olivuccio di Ciccarello. Le sue notizie sono molto scarse e vanno dal 1388 al 1439, alcuni documenti lo indicano come originario di Camerino, con bottega ad Ancona ma in alcuni passi è indicato come De Racaneto, segno che frequentava con continuità la città probabilmente per la committenza agostiniana e molto tempo prima di quella di Loreto (1429).

Nel 1973 la Soprintendenza delle Marche ha curato un importante restauro e in questa occasione una parte degli affreschi dell'arcone centrale e delle lunette sono stati recuperati attraverso la tecnica dello "strappo". Gli affreschi sono rimasti in deposito presso la Soprintendenza di Urbino fino al 1998 per poi essere collocati presso il Museo Civico di Villa Colloredo Mels. Inizialmente l'idea era di ricollocare gli affreschi all'interno della Chiesa di Sant'Agostino, per la quale erano nati ed erano stati concepiti, nell'impossibilità però di reinserirli nello stesso punto da cui erano stati tolti. Il parroco Don Giovanni Simonetti avrebbe voluto che fossero posizionati in un altro ambiente della Chiesa, magari nella Sacrestia. Il suo intento era di salvaguardare questi beni inestimabili e di far in modo che fossero mantenuti intatti per le future generazioni garantendo la continuità della loro collocazione con il luogo per cui erano stati realizzati originariamente, si decise tuttavia di lasciarli nella Pinacoteca Civica separandoli dai restanti affreschi ancora presenti nella Chiesa. Per un approfondimento sugli affreschi presenti a Villa Colloredo Mels, oggetto di un recente riallestimento volto alla loro valorizzazione, si può cliccare al seguente link: https://www.myrecanati.it/ita/29/blog/34/lannunciazione-di-olivuccio-di-ciccarello/

I primi studi relativi al ciclo di affreschi della Chiesa di Sant'Agostino risale al XX secolo grazie a un'indagine ricognitiva e critica realizzata da Ulisse Cessi, insegnante, e Francesco Ghirotti, autore di un acquerello, al momento disperso, raffigurante le parti superstiti dei dipinti murali tuttora visibili sopra la volta e la cupola tardobarocca. Grazie al contributo di Ghirotti siamo in possesso dell'unica visione d'insieme e completa di tutto il ciclo di affreschi. Questo ciclo di affreschi comprende l'Annunciazione, alcune parti della sinopia di San Gabriele Arcangelo, evidenti tracce della figura di Maria Vergine. Sono poi presenti due figure, una identificata da U. Cessi come la Giustizia, e una raffigurante San Michele Arcangelo, al di sotto troviamo invece l'Arcangelo Raffaele di cui la parte superstite si è conservata in maniera eccezionale: indossa una veste verde ricamata ed ha ali turchine. Ai lati di Maria si nota una figura di cui un secolo fa si scorgeva ancora parte del viso e che è riconducibile al San Giorgio, anche se la presenza di una mazza anziché di una spada, sembrerebbe accostare il personaggio alla rappresentazione della Fortezza, così la figura parallela sul pilastro sinistro sarebbe accostabile alla Giustizia. Agli inizi del Novecento Ghirotti vide un angelo sotto la rappresentazione dell'allegoria della Fortezza, dalla veste turchina chiara e dai capelli biondi, oggi purtroppo non più visibile.

La volta della cappella centrale del presbiterio era affrescata e divisa in quattro vele che accoglievano gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa: San Luca, San Giorgio Magno, San Marco e Sant'Ambrogio, San Matteo e San Girolamo, San Giovanni e Sant'Agostino. Un'altra parte importante è rappresentata dagli Episodi della vita di San Gioacchino, molto rovinata ma ricca di elementi iconografici significativi: al centro è ravvisabile l'episodio dell'annuncio dell'Angelo a Gioacchino. Nella cappella laterale destra è invece conservato un Santo (o una Santa) con spada: la figura è stata identificata come San Martino, nella mano sinistra, tuttavia, sembra ravvisabile la palma del martirio che potrebbe avvalorare l'ipotesi che si tratti di Santa Caterina d'Alessandria, scelta dagli Agostiniani. Di fronte compare un monaco che potrebbe essere riconducibile al Beato Girolamo Gherarducci vissuto nel XIV secolo.

Il ciclo di affreschi di Sant'Agostino si configura dunque come un ciclo complesso ricco di riferimenti alla tradizione agostiniana, alla presenza di un soggetto quale l'Allegoria di Sant'Agostino Maestro dell'ordine purtroppo andato perduto, e al filo conduttore mariano a cui era dedicato l'arcone trionfale del grandioso presbiterio.

Il titolo della pubblicazione a cura della Prof.ssa Antonella Chiusaroli che stiamo analizzando, fa riferimento anche ad una "Santa ritrovata": si tratterebbe proprio di Santa Caterina d'Alessandria, che abbiamo appena citato, personaggio rinvenuto all'interno del presbiterio, nel fronte del pilastro posteriore di sinistra ma rimasto nascosto per tanto tempo, coperto dalla sovrastruttura barocca e ancora oggi in attesa di essere sottoposto a più approfonditi studi filologici. Santa Caterina è la Patrona degli studi teologici, la sua presenza era particolarmente frequente nei cicli pittorici degli agostiniani. La figura conserva ancora integri il viso, le mani, una parte della veste. Molti dettagli che contraddistinguono la rappresentazione della Santa sembrano proprio confermare la sua identità: la corona regale tra i capelli che denota le sue origini principesche, la palma del martirio e la spada abbandonata lungo le pieghe dell'abito. Il volto della giovane Santa è reclinato verso sinistra e lo sguardo orientato verso un punto indefinito. I lineamenti sono evidenti e netti, un uso sapiente delle tecniche chiaroscurali e un gioco di colori ottenuto con varie gradazioni di ocra, fanno acquistare all'incarnato maggiore concretezza e rilievo. La raffigurazione della Santa sintetizza una doppia espressività: umana e divina.

La Professoressa Antonella Chiusaroli ha ricostruito il ciclo pittorico dell'abside attraverso una mappatura degli affreschi che tiene conto sia di quelli esposti nella Pinacoteca Civica che di quelli ancora presenti nella Chiesa di Sant'Agostino avanzando anche l'ipotesi che gli affreschi tutt'ora presenti possano essere stati in realtà solo una parte di un programma pittorico più ampio che si estendeva anche alle due cappelline laterali. Nei pilastri anteriori è possibile vedere i lacunosi affreschi che sono stati studiati da Ulisse Cessi, il quale ha rintracciato un Arcangelo, probabilmente Raffaele, e l'Allegoria della Giustizia, collocati rispettivamente nella parte bassa e in quella alta del pilatro anteriore di sinistra, mentre nel pilastro posteriore compare la Santa recentemente scoperta e riconducibile a Santa Caterina d'Alessandria e, a destra, la misteriosa figura dalle fattezze virili e virginee raffigurata con l'aureola e l'abito talare rosso che è stata considerata una martire cristiana o, secondo un'altra lettura, potrebbe trattarsi della Temperanza che trattiene un esile laccio che avvolge la spada.

A partire dunque dagli studi di U. Cessi, che la Professoressa Chiusaroli cita, si può verosimilmente affermare che le tre virtù cardinali (la Fortezza, la Giustizia e la Temperanza) costituirebbero un gruppo unitario del programma teologico agostiniano in cui la Santa troverebbe una sua precisa collocazione in quanto portatrice di virtù riferite al programma dottrinario in cui Prudenza e Sapienza sono in stretta relazione.

 

Per informazioni:


Testo di riferimento: A. Chiusaroli, Gli antichi affreschi della chiesa conventuale                di Sant'Agostino in Recanati e la Santa "ritrovata", Affinità elettive, 2023.


         - Musei Civici Villa Colloredo Mels

             Via Gregorio XII Recanati

             Tel: 0717570410

             E mail: recanati@sistemamuseo.it

             Siti internet: www.infinitorecanati.it; www.myrecanati.it


           -Parrocchia dei Santi Agostino, Domenico e Flaviano

            Piazza del Duomo, 1

            Tel: 0717573699